TEMPO DI GUARIGIONE PER L’ANIMA DELLE DONNE
Luglio è per noi il mese del profondo e inimitabile Viaggio con i Cerchi della Scholè, La Scuola del Ben-Essere Femminile (certificata Fenoop e che rilascia un Diploma di Operatrici Olistiche del Ben-Essere Femminile).
E’ un tempo incredibile di ascolto, conoscenza, confronto e cura.
Quest’anno il Cerchio del primo anno mi ha portato tante donne “senza-mamma”. Sono quelle del “Io me la cavo da sola”. Riguarda anche te?
L’iper-indipendenza è una ferita profonda. C’è un enorme prezzo da pagare per fare tutto da sole. Lo so bene, perché anche io sono stata una di quelle donne…
E’ l’abbandono emotivo precoce che porta all’autosufficienza, all’isolamento e alla pressione del “Non ho bisogno di nessuno”.
È difficile vedere l’IPERINDIPENDENZA come una risposta al trauma, quando il mondo continua a definirla resilienza.
E sì, è una donna forte e indipendente – dicono con orgoglio… Ma, in realtà, io so che è stata una bambina cresciuta troppo in fretta e lasciata sola.
Forse, tra tutti i modi in cui porto con me la Ferita della Madre, l’iperindipendenza è il sintomo che mi ha afflitto di più, e anche quello da cui sono stata meno disposta a separarmi.
Non so se si tratti di orgoglio o supponenza, ma siamo arrivati a equiparare il successo al non aver bisogno di nessuno. Perché se non ho bisogno di nessuno per nulla, allora non rimarrò delusa.
Io ho portato per tanto tempo con me questa iperindipendenza come uno scudo.
Nel Cerchio del I anno, ho incontrato tante tante donne tanto tanto IPERINDIPENDENTI.
Senza mamma.
Resilientissime, he.
Davvero forti?
Mah…
L’iperindipendenza è un meccanismo di difesa che nasconde un grande dolore. Impari presto a non fidarti degli altri, affidandoti solo a te stessa per ogni cosa.
L’iperindipendenza spesso ha origine da un trauma profondo, specialmente nei primi anni di vita, quando le persone imparano a non dipendere dagli altri perché i loro bisogni sono stati ripetutamente ignorati. Di conseguenza, possono opporsi alla resistenza all’aiuto, non affidarsi a nessuno e respingere il sostegno — anche a proprio discapito — poiché l’autosufficienza è diventata la loro unica fonte di sicurezza.
Questa indipendenza prematura si maschera da resilienza, ma è, in fondo, una strategia di sopravvivenza. Col tempo, questa difesa si consolida in un tratto della personalità — l’iperindipendenza — che porta con sé la profonda convinzione che la vulnerabilità sia pericolosa e che affidarsi agli altri porti solo a deliri e abbandono.
Come si manifesta l’iperindipendenza?
- Quando eccedi negli impegni.
- O rifiuti di delegare o chiedere aiuto.
- Sei molto riservata nelle relazioni e fatichi a lasciar entrare gli altri.
- C’è sfiducia verso gli altri.
- Fai fatica ad aprirti con gli altri, a instaurare e mantenere amicizie e relazioni sentimentali.
- Spesso senti stress o esaurimento.
- Avversione per il “bisogno di affetto”: oltre a non voler fare affidamento sugli altri, le persone iper-indipendenti possono provare risentimento o opporre resistenza quando gli altri fanno affidamento su di loro.5
Io mi riconosco in ogni punto di questo elenco e spesso ho utilizzato l’iper-indipendenza come barriera per creare distanza emotiva. Mi è sembrato più sicuro non fare mai affidamento su nessuno, anche quando quella sicurezza è diventata una barriera alla vicinanza.
Ora so che questa recita crea un circolo vizioso: uno in cui fingo di non avere bisogni, temendo sia il rifiuto che la delusione, il che porta a lasciare quei bisogni insoddisfatti — rafforzando la convinzione che io possa contare solo su me stessa. Nel tentativo di proteggermi, mi rendo invisibile. L’iper-indipendenza, quindi, diventa sia la causa che la conseguenza dei miei bisogni insoddisfatti.
Ho dovuto imparare a essere forte perché nessun altro lo avrebbe fatto per me. Ma la forza, ho capito, non significa non avere mai bisogno di nulla.
Oggi ho imparato che la vera forza non sta nel rifiutare di aver bisogno di qualcosa, ma nell’atto di cercare ciò che un tempo ci è stato negato. Non perché non siamo in grado di farlo da sole, ma perché non vogliamo più farlo, né ne abbiamo più bisogno, come mezzo di autoprotezione.
Perchè l’intimità non è nemica dell’autonomia: oggi posso lasciare che gli altri entrino nella mia vita senza perdere me stessa.
Grazie all’incredibile Cerchio del I anno per aver aperto questa consapevolezza ancora e ancora dentro di me e in tutte noi.
Con gratitudine e meraviglia
Lila





