Care e cari amici,
l’estate è tempo di viaggi per antonomasia e facilmente finiamo per confrontarci con altri ambienti, cultura, suoni e sapori.
Purtroppo uno degli sport nazionali più diffuso tra noi italiani è denigrare il nostro Paese. L’esterofilia è ancora imperante e acceca.
Oggi voglio condividere con voi che, ogni volta che vado all’estero, apro gli occhi e tutto il mio corpo per ricevere la bellezza di un altro mondo che si offre a me.
Ma tornando a casa, benedico la Terra che mi ha dato la vita e mi ha cresciuta, così come tutti i miei antenati, e riconosco la grandezza e la potenza del nostro Paese: della nostra storia, della nostra lingua, del suo suono, della sua grammatica, di quella nostra incredibile ricchezza dialettale, nascosta nelle pieghe delle valli, lungo i fiumi e sulle coste.
Sono profondamente fiera del mio Paese, della storia che custodiamo e della potenza del passato che ci sostiene e del futuro che può generarsi. Sono fiera della nostra posizione geografica e molto dispiaciuta nel vedere come continuiamo a offendere e denigrare questo popolo, questa lingua, questo paese, questa potenza che siamo.
La mia maestra un giorno mi disse che i popoli più calunniati sono i più potenti.
Questa riflessione mi ha aperto gli occhi su molte cose, soprattutto guardando alle maldicenze che circolano su alcuni paesi e popoli. Negli ultimi anni li ho visitati, uno a uno, e ne ho visto la potenza, la bellezza, lo spirito indomito, l’eccentricità, l’originalità, la prosperità – a volte purtroppo sepolta e latente, ma immensa.
Tu che rapporto hai con la terra dei tuoi antenati? La Giudichi? Credi che ci sia qualcosa di sbagliato? La male-dici?
Oggi, grazie alla bellezza di tutti i viaggi, di tutti i popoli e di tutte le culture che ho incontrato, scelgo di riconoscere la grandezza della nostra terra e onorare gli antenati, le cui ossa riposano nella terra su cui cammino ogni giorno.
Grazie a loro per aver servito la vita avanti, grazie per la potenza che ci portiamo dentro, per la poesia e il meraviglioso suono della nostra lingua, per la bellezza e la straordinaria capacità estetica del nostro popolo.
La Bellezza salverà il mondo.
Ogni volta che torno a casa, mi rendo conto che non è soltanto la Bellezza di ciò che siamo riusciti a costruire nel tempo, ma è la bellezza della Terra stessa, con i suoi paesaggi mozzafiato, armonici e imponenti. Ho totale fede nei miei antenati e nel dono della Bellezza che questo Paese ha ricevuto in dote.
A fine luglio camminavo di notte per le vie di Siena: mi sentivo in un “altrove ovattato”, dove proporzioni, armonia, architettura e il suono di un violino che arrivava da una finestra aperta mi raggiungevano fino a far scendere lacrime. Questa è la potenza che vive nel mio Paese, una bellezza che voglio conservare, custodire, celebrare.
Oggi onoro il mio Paese, questa terra, la mia lingua madre, la sua dolcezza. Spero che un giorno smettiamo di calunniarci e di considerarci sempre quelli dell’ultima fila, i peggiori, i più stupidi. Non è così.
In onore dei nostri antenati mi inchino, sono grata e riconosco la nostra potenza, ora e per sempre.
Con tutto il cuore,
Lila



